( giovedì, 13 agosto 2009; 07:38 )
Certe cose restano, certe no.
Una delle cose che odio di più, sono proprio i rimpianti e ora non mi sembra proprio il caso di rimpiangere nulla perchè forse ho ritrovato quella felicità, anche se per un pò, anche se per tanto, anche se per sempre -ioquestononloso- però sto bene e penso a oggi, perchè pensare a ieri e a domani -ho scoperto- fa male. E allora perchè farmi del male quando posso pensare ad oggi e stare meglio?
Sono ancora poche ore, pochi giorni, ma è bello.
( sabato, 25 luglio 2009; 14:04 )
E io mi devo sentir dire pure che faccio schifo, ma ne ho le palle strapiene eh.
( lunedì, 20 luglio 2009; 07:43 )
Dopo aver scoperto che il mio (ormai ex) ragazzo mi ha pure cancellata dagli amici di facebook non posso non pensare che non si finisce mai di conoscere la gente.
(Per poi sentirmi dire pure che quella che manca di rispetto sono io, che in un anno e mezzo non mi sono mai permessa e manco dopo)
( sabato, 18 luglio 2009; 11:31 )
Io non dormo più, ma oddio non ho mai dormito quindi non è questa la cosa grave, vado avanti a sonniferi. La cosa grave è che ora peso quarantanove chili, ma non è che non mangio, è che tutto quello che mangio lo vomito, e mi fa schifo vomitare, mi fa schifo, non lo sopporto, vomito anche se non mangio, quindi tantovale mangiare che almeno non mi privo del cibo. Penso che forse sono io che ho qualcosa che non va, che si è fatta avanti ora, ha colto l'occasione, forse sono io che ho un rifiuto per i rapporti e che rovino tutto, forse sono io.
E' quel forse che mi fa stare ancora più male.
- e pensavo che, forse non dovrei scrivere qui tutto questo, forse dovrei chiudere il blog perchè non voglio che i miei pensieri siano di tutti.
( domenica, 12 luglio 2009; 17:16 )
voglio morire morire morire
( martedì, 09 giugno 2009; 19:44 )
Ho sceso, dandoti il braccio, almeno un milione di scale
e ora che non ci sei è il vuoto ad ogni gradino.
Anche così è stato breve il nostro lungo viaggio.
Il mio dura tuttora, né più mi occorrono
le coincidenze, le prenotazioni,
le trappole, gli scorni di chi crede
che la realtà sia quella che si vede.
Ho sceso milioni di scale dandoti il braccio
non già perché con quattr'occhi forse si vede di più.
Con te le ho scese perché sapevo che di noi due
le sole vere pupille, sebbene tanto offuscate,
erano le tue.
( E' passato quasi un anno,
io non lo so, dove tu sia, cosa tu faccia, dove i tuoi occhi stiano guardando;
So solo che ti preferirei morto che via )
( venerdì, 22 maggio 2009; 12:55 )
NE HO VERAMENTE LE PALLE PIENE.
( giovedì, 30 aprile 2009; 17:31 )
E' strano svegliarsi la mattina e sentire caldo e pensare oh, è solo febbre e poi invece no, non è febbre, è caldo, è solo caldo soffocante secco . Senza più la mia bella sensazione di freddo alle estremità degli arti ma anche del cuore come quando parli con due gradi centigradi ed il respiro è talmente caldo che fa vapore che esce dalla bocca - che sembra fumo - allora no non è febbre ma è solo caldo oh, è solo caldo.
Io che ho le mani sempre chiuse e fredde e sono sempre un pò a mordicchiarmi le unghie, d'estate ho le mani calde e le unghie lunghe e colorate, non sono io.
# scriversi sulla fronte torno subito. E poi non tornare mai.
( giovedì, 16 aprile 2009; 07:29 )
Che poi scegliere i titoli per le foto è difficile, soprattutto se la foto non ti piace e non ti dice niente. Ecco io ora devo scegliere un titolo per quattro foto diverse, tutte e quattro non sono poi così tanto presentabili.
Il fatto è che se non ci fossi tu che ogni tanto sbuchi neipensierinelleparoleeneisogni, io starei meglio anzi.. sarei meglio. E' che è giusto, tu ci sei stato e io non posso pretendere di farti scomparire, posso provare a nasconderti, posso provare a cancellare foto e messaggi, a strappare lettere, a buttare oggetti, ma tu starai sempre là a strisciarmi tra i capelli, a comparirmi di fronte, ad entrarmi nei sogni come un ladro a rubare i momenti più belli. Come quando mi dicevi che non sei fotogenico e non ti devo fotografare, ma io lo facevo lo stesso e in effetti no, non eri fotogenico però quelle foto me le tenevo oppure quando mi hai detto che no che quella era una cazzata, che io dovevo credere a te.. e io l'ho fatto, sei piombato nella mia vita all'improvviso e mi è piaciuto, ti ho creduto e ora ti ho bruciato, ho cancellato le tue foto e strappato le tue lettere perchè è meglio così, forse è un modo per illudermi di buttarti via, ma ti sto solo mettendo da parte, in un angolo buio, sudicio e angusto ma nonostante questo io in quell'angolo ogni tanto ci ricapito e ti guardo e passo oltre.
( mercoledì, 08 aprile 2009; 07:15 )
Mi viene da chiedermi come la gente possa ancora pensare all'esistenza di un dio davanti a macerie, occhi lucidi e disperazione, perchè se c'è è un grande stronzo, e allora preferisco pensare che non ci sia proprio.
( sabato, 14 marzo 2009; 21:38 )
Penso seriamente che dovrei aggiustare la vechia macchina fotografica, perchè portarmi dietro la reflex, a volte, è stancante. Poi penso che questo blog è un pò morto e che mia madre dovrebbe togliere da lì quel quadro che mi mette in paranoia. Un pò come guardare una vecchia foto, ma nello stesso tempo mi sa di finto, di sporco, di marcio. Il celeste del cielo è antico, il mare lo è ancora di più, l'erba è ormai morta e le rocce sono tondeggianti, non più a punta. Ma tutto questo disordine (mentale?) qui mi fa strano. Se non fosse per il respiro del gatto che mi mette tranquillità, il regolare muoversi su e giù del pelo, ora starei nella paranoia più totale.
( domenica, 08 marzo 2009; 13:51 )
Un anno fa ero a Firenze
E piangevo e gridavo e cantavo e urlavo. Ero al Saschall di Firenze a fare la fila tra darkettoni di ogni genere con due
persone speciali. Un anno fa facevo la fila per tre ore davanti a un teatro troppo piccolo, con le mani comgelate in tasca, un pantalone nero, una cinta borchiata e una maglietta scura, con le vans old school nere a scacchi ed i miei calzini celesti, lo smalto nero sulle unghie e un sacco di eccitazione nella testa e nei pensieri. Parlavo del più e del meno con la gente intorno, parlavamo di mafia, di mammocci, di una bambina lì vicino che sembrava avere undici anni e già andava ad un concerto, avevo le mani congelate e viola e tirava un venticello freddo e fastidiosissimo, che tagliava la faccia.
Ero davanti a u teatro della periferia di Firenze e aprivano le porte la gente spingeva e scalciava per entrare e
qualcuno mi diceva "tienimi la mano" in mezzo al casino, in mezzo alla folla, in mezzo ai darkettoni, in menno alla puzza.
Ed ero dentro al Saschall quando dopo un'attesa straziante iniziano a suonare i Paradise Lost e le ragazzine già urlano e scalcianoe fanno cori stupidi. Ero nel teatro e non si respirava, i tipi puzzolenti della sicurezza ti spintonavano per andare a dire a "quel coglione" o a "quell'altro stronzo" di smettere di fumare "qui non si fuma, chiaro?"
Era la notta tra il sette e l'otto marzo duemila otto al teatro Sashall di Firenze quando sono entrati gli Him.